Romareloaded





Punti da vista – la grafica Bitmap o Raster

Category : Senza categoria · by Lug 17th, 2018

Oggi iniziamo un viaggio.
Il biglietto te lo offro io, perciò siediti comodo, che la destinazione ce l’hai proprio davanti agli occhi, è lì quasi ogni istante della tua giornata e si chiama grafica Bitmap o Raster.
L’abbiamo vista in forma diciamo primitiva, per la prima volta, sui monitor degli home computer tra gli anni ’80 e ’90. Quelli che se li fotografavi vedevi delle righine orizzontali, te li ricordi? Il colore sullo schermo era trasmesso tramite codice binario, il famoso 0 e 1, la cui unità elementare è chiamata “bit” e che poteva essere o bianca o nera, come le caselle di un cruciverba interattivo ma senza lettere. Da qui bitmap, mappa dei bit.
Oggi la grafica bitmap si è evoluta, il bit ha imparato a contare e per questo si trova sullo schermo in una veste infinitamente più precisa e dettagliata. Per capire meglio come funziona basta che ti guardi attorno e cerchi una libreria nell’ambiente in cui ti trovi adesso.

Immagina che il tuo schermo sia la parete di una grandissima biblioteca e che ogni libreria sia un aggregato di milioni di scaffali e che ogni scaffale custodisca dei libri ordinati in maniera scrupolosa secondo il colore della costa. Ogni colore può essere stabilito tramite un parametro esadecimale oppure tramite un codice cromatico Red, Green e Blu, i tre colori primari della sintesi additiva.
Chiama ogni scaffale pixel e immagina un simpatico libraio che ogni volta che tu glielo comandi dispone, alla velocità della luce, migliaia di libri secondo il tuo volere, all’interno degli scaffali. Ed ecco che abbiamo la grafica raster che, in inglese, vuol dire griglia, reticolo, trama.

La grafica raster si contraddistinque per due caratteristiche: la profondità e la risoluzione.
La prima consiste di quanti libri – bit entrano in uno scaffale – pixel e  da quante pagine di informazione è composto un libro.
La seconda definisce quante librerie entrano in un’unità di misura standard che, in questo caso è il pollice o il punto.  Da qui i famosi “ppi” (pixel per inch) o “dpi” (dot per inch). In soldoni: più la risoluzione è alta, più informazioni ho in uno spazio dato. Complesso? In realtà non così tanto. Basti sapere che, la grafica web e da schermo in generale, viaggia normalmente a 72 dpi mentre, se non stampi la foto delle tue vacanze ad almeno 300 dpi questa verrà sgranata, per capirci, con quello sgradevole effetto a mosaico. Questo risultato è dato dal fatto che gli schermi, al contrario dei supporti di stampa, sono retroilluminati.
Per spiegartelo ancora meglio prova a chiudere gli occhi, e ad immaginare l’ultima impressione che la tua percezione visiva ha captato. Non sarà così dettagliata come se la vedessi con gli occhi aperti, sarà diciamo in risoluzione web.
Adesso capisci perchè tutte le foto scattate con i cellulari durante i primi anni 2000 sono una gran perdita di dati e definizione dei nostri ricordi? Perchè la risoluzione era ancora bassa e non permetteva che di fare delle stampe di discreta qualità.

Con questa suggestione finisce il nostro viaggio, la prossima volta si parte per andare a trovare la sorella della grafica raster ovvero: la grafica vettoriale!

SHARE :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *